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Tango Argentino Graziella Bertozzi

L’INCONTRO CON IL TANGO ARGENTINO

Martedì 6 marzo 2001

Magico incontro con Carlos Gardel, anzi con la sua tomba.
“Visse per morire e morì per vivere” c’è scritto su una lapide offerta dai suoi compagni di vita e di musica.

Il cimitero della Chacarita a Buenos Aires è il più grande di tutta l’Argentina e misura 25 Km quadrati.
Sono sepolti qui oltre al generale Peron ed Evita, tutti i più famosi artisti argentini.

In particolare abbiamo visitato le tombe dei precursori del tango, che spesso vengono ricordati con veri e propri monumenti raffiguranti loro e i loro strumenti: il pianoforte, la chitarra, il bandaleon ecc.

Le nostre guide erano molto presenti attraverso la città di Buenos Aires e i messaggi della loro presenza ci arrivavano attraverso le scritte della città in movimento.

ARMONIA è quello che abbiamo ricevuto oggi da questa giornata, un sole trasparente e dorato faceva risaltare i colori e il contrasto fra il cielo e gli alberi, fra i palazzi e gli autobus e la gente.

Nel giardino giapponese una coppia di sposi, che posava per un servizio fotografico, rendeva ancora più irreale un’atmosfera di sogno.

L’INTENTO ecco la parola chiave di questo viaggio.

Graciela, nostra maestra di Tango, ci invita a capire come deve essere la postura, come si deve sentire il corpo nel tango, ma soprattutto lei ci spiega che è “l’intento” che ti porta ad avere la corretta postura.

“Intento” significa anche per una donna affidarsi all’uomo e saper abbracciare un uomo come se ci fosse solo lui al mondo.
“Abrazo Total” senza invadere o pesare, ma esserci e sentire il corpo dell’altro senza opprimerlo.
“L’intento” dice di portarsi prima in alto (“Arriba”) come se dovessi prendere qualcosa oltre l’uomo, oltre la coppia, oltre la realtà, ma in quello spazio irreale che ci avvolge tutti – non spazio -.

Anche nel Tango “sentire” e non “capire” è la chiave del successo.

Così come nella vita il voler “capire” spesso porta a bloccare qualsiasi intuizione, qualsiasi messaggio che ci arriva dal corpo e dallo spirito.
Anche in questo il Tango è una grande lezione di vita, è un ritorno alle origini, al reincontro con le forze del maschile e del femminile, che fanno emergere da noi antiche e nuove emozioni.

Il Tango mi riporta a te, Amor Mio, a quando mi avvolgevo attorno al tuo corpo in un amplesso di cuore e musica.
Sarei rimasta così per sempre, in quell’abbraccio dove non si capiva dove finiva il mio corpo e dove iniziava il tuo, quando i nostri cuori diventavano Uno e i nostri spiriti aleggiavano felici sopra di noi.

Come era diverso ieri sera!

Io rigida come un manico di scopa dondolavo su dei tacchi non miei, perdendo spesso l’equilibrio in una ricerca dell’altro che non c’era.

 

 

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