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IL POTERE DELLE PAROLE GIUSTE – Grazie e mi dispiace le parole che hanno cambiato la mia vita

GRAZIE e MI DISPIACE
Queste due parole dette con il cuore hanno il potere di sciogliere nodi irrisolti, vecchi rancori, conflitti che ci portiamo dentro e che impoveriscono la nostra vita.

Ho imparato il loro vero significato una ventina di anni fa, grazie alle Costellazioni Familiari e a Bert Hellinger mio maestro e ispiratore.

Fino ad allora usavo queste parole in modo casuale, spesso superficiale, senza rendermi conto del grande potere che hanno avuto e che hanno nell’aiutarmi a ritrovare l’armonia dentro e fuori di me.

Una trentina di anni fa ho iniziato il mio percorso di crescita personale consapevole grazie ad un altro maestro il dottor Roy Martina, medico olistico e grande motivatore della salute psico-fisica.

Da lui ho imparato, oltre a prendermi cura di me stessa e degli altri, la tecnica del Perdono.

In quel periodo ero ancora molto arrabbiata con mia madre che fin da piccola mi aveva picchiata, anche più volte al giorno, per il mio comportamento di bambina curiosa e forse troppo vivace.

Oltre al dolore fisico, quello che più mi faceva male era l’umiliazione che provavo e il senso di rifiuto da parte di mia madre, che nonostante le botte, era la persona che amavo di più al mondo.

Lei era molto arrabbiata e infelice. Mio padre, l’uomo di cui era innamoratissima, da bravo marinaio la tradiva regolarmente.
Mia madre si era sposata per amore e per scappare da una famiglia dove, per colpa di mio nonno, regnava la paura.

Mio padre ero un bell’uomo allegro che amava divertirsi e lei avrebbe voluto goderselo e vivere con lui una vita felice e piena di soddisfazioni.

Ma io nacqui solo dieci mesi dopo il loro matrimonio impedendo a mia madre di seguire il marito nelle sue uscite e soprattutto per andare a ballare, passione che avevano entrambi.

Questi erano i veri motivi della rabbia di mia madre che scaricava su di me la colpa della sua infelicità.

La umiliazione e la rabbia verso mia madre mi devastavano al punto che ero una bambina molto vivace ma magrissima e spesso malata.

Il dottor Roy Martina mi consigliò di praticare la tecnica del perdono se volevo lasciare andare la rabbia che mi impediva di essere felice.

Per una decina d’anni, ogni sera prima di dormire ripetevo le frasi: “Io perdono mia madre per tutto il male che mi ha fatto, ed io perdono me stessa per aver permesso a mia madre di farmi il male che mi ha fatto”.

Ma questa tecnica funzionò solo in parte e molti anni dopo grazie alle Costellazioni Familiari capii il perché.Il perdono così come lo conosciamo, toglie all’aggressore la forza della colpa.La colpa ha una sua dignità e una sua forza che serve alla persona che ha commesso un reato per riscattarsi.

Perdonare qualcuno che ha commesso un’aggressione verbale o fisica, significa togliergli questa forza rendendolo più debole e impedendogli di reagire per riparare al danno.

Quando l’aggressore riconosce la sua colpa e dice con il cuore in mano alla vittima, MI DISPIACE, questo lo libera dal ruolo di aggressore e libera anche la sua vittima. Questo vale anche se la vittima è già deceduta.

Mia madre smise di picchiarmi quando, verso i tredici anni, mi ribellai e la minacciai di dargliele di santa ragione se avesse ancora alzato le mani su di me. Lei guarì dal suo senso di colpa nei miei confronti poche ore prima di morire. Nonostante una vita piena di rabbia, era arrivata a 88 anni abbastanza in salute e tranquilla.

Nei giorni prima di morire, era diventata piccola piccola con gli occhi quasi sempre chiusi. Io le stavo accanto con amore dicendole GRAZIE per avermi dato la vita, come avevo imparato dalle Costellazioni familiari, ma ancora con un po’ di rabbia per quello che lei mi aveva fatto nella mia infanzia.

La baciavo sulla fronte ripetutamente e lei per un momento si svegliò mi guardò negli occhi e disse: “Tutti questi baci, tutti questi baci, con tutte le botte che ti ho dato. Mi DISPIACE”. In quel momento si liberò, poté morire in pace e liberò anche me.

La tecnica del perdono, fin da piccola me l’hanno insegnata come unica strada per la riconciliazione. Ma non è sempre così, solo dicendomi MI DISPIACE, mia madre poté liberarsi dal peso che portava sul cuore.

Ora non mi sento più debole o inadeguata quando so di aver sbagliato e alla persona a cui ho fatto del male, anche involontariamente, dico con il cuore in mano MI DISPIACE.

Da allora GRAZIE è la parola che uso molto di più di prima. Ogni occasione è buona per ringraziare.

Essere grata in ogni momento per quello che ho nella vita apre il mio cuore e attira nella mia vita salute, abbondanza e prosperità.

GRAZIE  è una parola magica che mi fa essere più umile soprattutto verso i miei genitori. Io la ripeto ogni giorno quando mi sveglio per ringraziare di essere ancora viva.

La vita è un dono e ringraziare ogni mattina mi fa vivere meglio la mia giornata.

GRAZIE per l’attenzione

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Comments:

  • Maria Grazia Naldi

    Marzo 2, 2021 at 3:57 am

    Anche io, pur non avendo ricevuto da bambina, tante botte come Graziella, ho risentito per quasi tutta la vita per uno schiaffo ingiusto da parte di mio padre.
    Sono riuscita a perdonarlo solo da grande con l’aiuto di una visualizzazione di un fascio di luce fluorescente che, partendo dal mio cuore raggiungeva il suo.
    Mio padre era uno di poche parole, negli ultimi anni della sua vita l’ho assistito con amore e la sua gratitudine mi ha ricompensato ampiamente del torto subito. Il perdono e la riconoscenza sono mezzi fantastici per avere una vita serena, non a caso sono stati raccomandati come stile di vita alle persone credenti, allora è salutare metterli in pratica!

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