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IL FUTURO SENZA IMMAGINAZIONE NON DIVENTA PRESENTE

La forza dell’immaginazione cosa è e come funziona.

Credo che dentro ognuno di noi esista una scintilla divina co-creatrice con noi della realtà in cui viviamo

Questa scintilla divina ci permette di co-creare, insieme a qualcosa di più grande, che possiamo chiamare con nomi diversi come DIO, Universo, Sé Superiore, Energia, la nostra esperienza di vita nel bene e nel male, al fine di assolvere al compito che siamo venuti a completare in questa vita.

In questo processo di co-creazione della realtà quello che agisce è il pensiero e l’immaginazione.

Nella mia vita ho potuto sperimentare moltissime occasioni dove quello che io avevo immaginato si è avverato.

Conosco bene la Legge di Attrazione che dominava la scena del mondo olistico nei primi anni 2000. Una tecnica molto potente ma non sufficiente per ottenere ciò che la nostra anima vuole per la nostra evoluzione e per la nostra felicità

Il mio sogno di bambina era di diventare  una persona importante che avrebbe lasciato un segno nella vita delle persone e nel mondo.

Ma per prima cosa sentivo forte il richiamo della mia famiglia che si aspettava da me una specie di sostegno e protezione. Quindi ho dedicato gran parte della mia vita a costruire le condizioni per dare sicurezza economica e per fare felice la mia famiglia di origine e mio figlio.

Da piccola mi immaginavo di diventare una manager sempre ben vestita con un bel completo alla moda e scarpe eleganti, con una cartella di documenti sotto il braccio.

Una donna bella e sicura di se’.

E così è stato. Ancora giovanissima ho creato due aziende, una delle quali con mia sorella, che si occupavano di comunicazione e che, soprattutto la seconda ha consentito alle tre famiglie, mia, di mia sorella, di mio padre e mia madre di vivere senza preoccupazioni economiche.

Assolto questo compito, ho immaginato di vivere una vita dedita alla mia ricerca di crescita spirituale e ad aiutare gli altri a trovare la giusta strada nelle loro vite. Ed è proprio quello che so facendo da più di vent’anni con grande passione e soddisfazione.

Ma la forza dell’immaginazione non funziona solo nelle grandi scelte della vita ma, anche nei piccoli eventi di ogni giorno.

Mi è sempre piaciuto vestirmi con cose originali e diverse a seconda del mio umore e da anni ormai vado a comprare gli abiti in un Mercatino dell’usato, dove posso trovare tante cose belle e originali senza rovinarmi economicamente.

Questo mi permette pure, alla fine di ogni stagione, di svuotare l’armadio e dare tutto in beneficienza per fare posto a cose nuove.

Di solito parto da casa con un’idea di ciò che mi piacerebbe comprare e poi vado spedita nel negozio senza pensarci più.

Una volta mi accompagnava una mia amica e arrivammo al negozio quasi all’ora di chiusura. Avevo immaginato un paio di pantaloni pied poule, due camicette, una gonna strana e originale, e al momento dell’acquisto trovai subito esattamente le cose che avevo immaginato. Tutto questo sotto gli occhi increduli della mia amica.

Basta poco, se mi affido alla forza più grande di me e ci credo fortemente, la forza agisce per me. Questo vale sempre per qualsiasi cosa. Mi aiuta tanto avere ben presente che ciò che succede non dipende solo da me ma anche da un disegno più grande che mi collega a tutti e con tutto.

Senza l’immaginazione la vita mi porta dove vuole lei, spesso lontano da quello che invece voglio veramente. Tutto quello che mi succede parte sempre da un pensiero e da un’idea.

Dentro di me spesso sono nascosti pensieri reconditi che non ho il coraggio di vedere o di ascoltare. Quasi sempre per vergogna o per dolore. Questi pensieri mi provocano sensi di colpa nei confronti di qualcuno o di qualche situazione in cui mi sono comportata male.

Per uscirne ho capito che devo spostare l’attenzione da ciò che succede fuori a ciò che succede dentro di me.

Nell’ultimo periodo sono emerse nella mia vita situazioni dolorose collegate alla paura per la salute dei miei cari, che ho collegato ad un mio antenato che ha dovuto abbandonare un figlio perché nato da un’unione illegittima, cioè avuto con la serva di casa.

Era la metà del 1800 e questo mio avo era emigrato con la moglie negli Stati Uniti a New York per cercare fortuna.

La moglie non poteva avere figli e quindi lui decise di averne uno con quella che allora chiamavano “la serva”. La madre naturale, una volta che le ebbero portato via il figlio, si suicidò buttandosi nel Hudson River.

Il bambino fu spedito in Romagna da dove venivano i genitori, per essere cresciuto da una famiglia di contadini poveri.

Tutto il mio lavoro con le Costellazioni familiari si era sempre concentrato sul bambino rifiutato, che era il mio bisnonno Giuseppe e sulla madre suicida, ma mai sul padre del bimbo che era responsabile della cacciata del figlio dalla famiglia.

Negli ultimi giorni il tema della paura dell’abbandono e del rifiuto è tornato alla luce nella mia vita in varie occasioni, e non capivo come potesse farmi ancora così male dopo tutto il lavoro che ho fatto su di me e su questi temi, negli ultimi anni.

Poi ho capito che nel mio lavoro con le Costellazioni familiari non avevo mai onorato questo avo che deve aver sofferto molto pieno di sensi di colpa e di vergogna per quello che aveva fatto.

Così per onorarlo ho deciso di disegnarlo. L’immagine che mi è arrivata, anche grazie ad Elisa una mia cara amica, è di lui sul Dock del Peer 42 a Manhattan che guarda verso il mare, mentre la nave esce dal porto. Nell’immagine lui è travolto da un grandissimo dolore, perché sa che non potrà più rivedere suo figlio.

Ho rivisto questa scena in un sogno ricorrente che ho avuto per almeno vent’anni. Io ero a New York sola, senza documenti né soldi e non sapevo dove andare. Per anni non sono riuscita ad andare a New York perché questi sogni mi terrorizzavano.

Una vicenda rimasta nel silenzio nei secoli che ha portato tanto dolore anche nei discendenti di questo avo, cioè i miei zii, i miei cugini, i miei familiari e me stessa.

Riuscire ad onorare quest’uomo, al di là delle sue colpe, ma come essere umano, come individuo che può sbagliare, è un atto che mi auguro porterà giustizia e pace nell’intero mio sistema familiare.

Mai come in questo momento difficile sento l’importanza di guardare e immaginare un futuro che mi aiuti a trasformare il mio presente.

Grazie mio AVO, ora ti prendo nel mio cuore e ti lascio andare, in pace, nella morte con amore.

 

Per aiutarmi ad assolvere a questo importante compito, cioè quello di portare pace e giustizia nei sistemi familiari, mio e degli altri, una ventina di anni fa, ho scelto il metodo delle Costellazioni familiari e sistemiche. Questa pratica mi ha messo in contatto con tutto quello che è rimasto irrisolto o sospeso dal passato della mia famiglia, aiutandomi a lasciare andare quello che non serve più e fare spazio per accogliere il nuovo.

Se vuoi saperne di più scrivimi a graziella@costellazionifamiliaribologna.it

Oppure vai sul mio sito http://www.costellazionifamiliaribologna.it 

 

 

 

 

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