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Foto Barca Graziella Morgana

Fata Morgana

Isola di Ponza*, Sabato 29 luglio 2006

*Il Frontone di Ponza è una grande baia ridossata dai venti dove le barche possono ormeggiare in un mare quasi sempre tranquillo

Ieri ho incontrato la mia barca a vela Morgana.
E’ venuta a cercarmi fino a qui, al Frontone di Ponza.
E’ sempre bella anche se ha nostalgia di Roger e di me.
E noi di lei.
E’ stato bello rivederla con la sua linea elegante e flessuosa.
Morgana “la Fata” era lì, ieri sera.
E’ lei che la protegge.
Il suo velo di tulle era dell’azzurro del mare e dei suoi occhi che brillavano alla luce delle candele.
Ho sentito tutto l’amore che emanava dalla sua persona.
Le bimbe erano gioiose.
Saranno le nuove sacerdotesse dell’Ordine di Fata Morgana.
La Regina Madre, Paola, era particolarmente orgogliosa della situazione.
Era come se dicesse : “Ce l’ho fatta”.
Stefano era il Re, seduto sul trono a poppa e con l’ultima nata in braccio.
Lui emanava potere, solidità e forza. Sembrava dicesse: ”Non vi preoccupate, ci sono io.”
E le anime di questo equipaggio tutto femminile aleggiavano tranquille e tremolanti alla luce delle candele nelle bottiglie di plastica.

Morgana è il nome della barca a vela che abbiamo comprato a Catania, Roger ed io nel dicembre 1999.
Roger era l’uomo con il quale avrei voluto finire i miei giorni e spesso mi ritrovavo a pensare
“A noi due solo la morte ci può separare”.
E così è stato.

Il 21 luglio del 2000 Roger è passato a miglior vita, lasciando un grande vuoto dentro e fuori di me.

Appena comprammo la nostra barca, ci hanno subito raccontato questa storia.
“La Fata Morgana che viveva nei boschi in Inghilterra, si innamorò di un marinaio. Ma i marinai come si sa viaggiano per i mari con le loro navi e il marinaio della fata mentre stava attraversando lo stretto di Messina affondò con la sua nave e lì morì.
I pescatori dello stretto di Messina raccontano che all’alba si vede spesso un’ombra coi colori dell’alba, che vaga nel cielo. Loro dicono che è la Fata Morgana che sta cercando il suo marinaio.”

Una bellissima storia d’amore.

Dopo la morte di Roger tenni la nostra barca Morgana ancora per un anno, poi decisi di cederla a una coppia di Roma che aveva due bimbe piccole bionde e deliziose. Il giorno dell’acquisto la coppia festeggiò con le bimbe l’arrivo della terza bimba, bevendo champagne e mettendo un fiocco rosa fuori dalla porta di casa. Sono felice di averla data a loro, ma mi manca ancora molto.

Dopo un paio d’anni mentre ero al Frontone di Ponza su una barca gemella di Morgana, la vidi arrivare da lontano. Appena ebbero dato fondo all’ancora, mi feci subito portare là, non vedevo l’ora di rincontrarli.

Mi invitarono a cena quella sera ed io arrivai molto emozionata, con vino e dolcetti per le bimbe.
Verso la fine della serata Paola, la madre, mi chiese se avessi lasciato qualcosa in barca quando avevo traslocato tutte le mie cose.
Ed io le dissi di no, che avevo portato via tutto. Allora lei tirò fuori un lungo velo di tulle azzurro dicendo che l’aveva trovato lì, in barca.

Non ci potevo credere!
La Fata Morgana aveva voluto essere presente e non solo nel mondo invisibile, ma anche da quello visibile attraverso il velo di tulle azzurro.

Grazie Morgana.
Ti porterò sempre nel mio cuore…

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