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Due senzatetto e un cane malato: un messaggio di Fiducia per l’anno che verrà

27 dicembre 2000, circa sette di sera, sono appena uscita dal mio ufficio in via Marconi a Bologna.
Poco prima di uscire ho inviato come ogni anno il messaggio augurale a tutti i miei amici, conoscenti, clienti e fornitori della mia azienda.

Il messaggio è il seguente:

Fiducia – Un messaggio per la nuova era.

Il 2000 é stato per me un anno di grosse sfide. Il 21 luglio ho perso il mio compagno e a novembre ho ceduto la mia azienda.
Sento che
tutto questo era necessario per entrare nella nuova Era, l’Era dell’Acquario che ci porterà tutti in una dimensione più sottile e più amorevole. La mia preghiera é sempre la stessa:

“Apri il tuo cuore Graziella”

… abbi fiducia in te stessa e negli altri, tutti gli altri: tua madre, tuo figlio, tua sorella, i tuoi compagni di viaggio, i tuoi partner.
I
 tuoi colleghi, i tuoi vicini, i tuoi nemici, i tuoi amici, e piano piano allarga ai tuoi parenti, a quelli che incontri per la strada, agli extracomunitari, ai dipendenti della tua banca, ai negozianti, ai clienti dell’azienda, ai fornitori dell’azienda, a quelli che fanno la guerra, a quelli che vanno in vacanza, a quelli che si amano, a quelli che si odiano, ai sani, ai malati, ai bambini, ai moribondi, a quelli che ti dicono di credere in Dio, in Budda, in Maometto, a quelli che ti dicono che ci sono gli Angeli, a quelli che credono negli spiriti, a quelli che credono di essere i migliori, agli astrologi, ai veggenti, ai cartomanti e a tutti quelli che sono passati nell’aldilà e a quelli che devono ancora arrivare.

Grazie a tutti di esserci, di esistere e di non esistere, grazie perché voi siete me, io sono voi e tutti siamo Dio;

Buon Anno

Graziella


É il 27 dicembre 2000, una sera fredda e molto umida, tutti corrono affrettandosi verso casa, o a fare gli ultimi acquisti per incontrarsi con amici e parenti, quando ad un tratto sento una voce che mi chiama:
“Signora, Signora…” Mi volto e seduto sotto il portico su di un cartone c’è un uomo sulla quarantina che si rivolge proprio a me.
Mi fermo sorpresa e mi avvicino.
L’uomo è ben vestito: giacca, pantaloni camicia e cravatta ma senza cappotto.

É un bell’uomo e non ha proprio l’aria di un “barbone”.
L’uomo mi guarda e mi dice: “Signora, per favore, non voglio soldi da lei, ma per favore mi paghi una zuppa calda in qualche trattoria qua vicino. Sono giorni che non mangio un pasto caldo.”
Io lo guardo meglio e d’istinto gli dico:
“Lei la zuppa calda la viene a mangiare a casa mia”.
Lui subito si ritrae dicendo:
“No, signora, lei è troppo gentile, non posso venire a casa sua, solo una zuppa calda in un locale qua vicino”

“Ma perché non può venire a casa mia?” e lui risponde:
“Perché non sono solo”.
In quel mentre vedo un altro signore più o meno della stessa età e anche lui senza cappotto, con un cane al guinzaglio, che attraversano via Marconi venendo verso di noi.
Il signore vicino a me dice:
“Vede signora, c’è anche questo mio amico con me e in più abbiamo questo cane che è malato e cerchiamo un veterinario che lo possa curare gratis, perché noi non abbiamo soldi per poterlo pagare.”

Rispondo, sempre d’istinto:
“Sentite, venite tutti da me, non c’è problema”
“Ma il cane è malato potrebbe diventare pericoloso”
“Ho un piccolo giardino dove lo possiamo mettere, non si preoccupi”,
e mentre dico queste ultime parole tiro fuori un mio bigliettino da visita, li aspetto per le 19.30, cioè da lì ad un’ora.

Fra me e me penso che la vita mi ha subito dato l’opportunità di sperimentare la “fiducia” negli altri proprio come avevo scritto nel messaggio augurale, questo mi rende felice.
Prima di entrare in casa mi fermo dalla mia amica che abita sotto casa mia e le dico: “Sai Francesca, ho appena inviato un messaggio sulla “fiducia” e la vita mi ha subito messo alla prova per vedere se il messaggio era dettato dalla mia “testa” o dal mio “cuore”.
E le racconto la storia. Lei comincia ad urlare dicendo che ero pazza, che quelli lì potevano uccidermi, prendermi tutto. Che sono proprio una squinternata! A quel punto mi viene qualche dubbio e rientrando a casa, dove vivo da sola, telefono a mio figlio a Milano e gli racconto la storia.
Lui mi rimprovera un po’ ma con benevolenza. Dice che sono sempre la solita, che vivo sola e che non faccio abbastanza attenzione alle possibili conseguenze. Ma senza né terrorizzarmi né rimproverarmi. Semplicemente per mettermi un po’ in guardia.

A quel punto rifletto e decido di preparare per i due uomini un cesto con tutti i prodotti natalizi che ho in casa: panettone, formaggio grana, spumante, salame, cioccolata, e sotto il panettone metto un biglietto da 100 mila lire. Alle 19:30 in punto suona il campanello ed io vado loro incontro nel cortile.

Il signore che mi aveva chiamata mi viene incontro tutto trafelato e mi dice:
“Signora, ci dispiace moltissimo, ma non possiamo restare. Siamo venuti apposta per dirglielo, sa, abbiamo trovato un veterinario che ci cura il cane gratuitamente e che ci aspetta subito, volevamo ringraziarla personalmente per la sua gentilezza”.
A quel punto dico di aspettarmi e corro in casa, prendo il cesto pieno di viveri e nel darglielo gli dico di guardare sotto il panettone e faccio loro i migliori auguri.

La mia amica alcuni giorni dopo, mi dice che aveva vissuto momenti di terrore, non vedendomi nei giorni seguenti pensava che mi avessero ucciso fatta a pezzi e messa nel frigorifero.

Non bisogna leggere le notizie di cronaca nera, perché poco a poco si perde la fiducia negli altri e si vive male.
La mia amica ogni giorno legge la cronaca nera in un paio di quotidiani.
Quindi per lei il mondo è pieno di pericoli, di persone che vogliono farti del male.
Soprattutto le persone che sono diverse da te.

Sono convinta che ognuno di noi attira ciò che pensa e questo che ci fa vivere nella paura e nella sfiducia.

Buon Anno a tutti

Graziella

Comments:

  • luca

    Dicembre 18, 2019 at 10:02 pm

    ciao Graziella,

    messaggio meraviglioso. Non sai quanto mi sia d’ispirazione in questo momento. Spero di poterti rivedere presto. Un abbraccio. Luca

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