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Dietro ad un cielo grigio il sole c’è e splende sempre

“Dietro ad un cielo grigio il sole splende sempre.”

E’ quello che mi ha ricordato stamattina Edna la mia ospite colombiana.

Stiamo entrando nel terzo mese di reclusione forzata.
Non possiamo muoverci senza la autocertificazione, non possiamo socializzare, non possiamo andare a lavorare, non possiamo andare fuori regione e all’estero, non possiamo “vivere dal vivo” ma solo in smart working, come lo chiamano ora.

Ma la cosa che fa più paura e desta più preoccupazioni è l’incertezza per il futuro.

Non sappiamo come e quando ci sarà la riapertura di tutte le attività, non sappiamo cosa ci aspetta veramente là fuori.

Tuttavia sento l’urgenza di condividere con voi cosa ho trovato dietro al cielo grigio di questa quarantena.

Ho imparato che si può vivere con molto meno, gran parte delle spese che facevo erano inutili o quasi.

Ho imparato che non mi servono più i cosmetici che usavo prima, perché il sale marino integrale di Cervia è un ottimo scrub per il corpo, l’olio d’oliva insieme al miele è un’ottima maschera per i capelli e per il viso, e che come dentifricio basta ogni tanto un po’ di bicarbonato.

Ora che ho più tempo di ascoltare i segnali che mi manda il corpo, mi sono accorta che dietro ad ogni dolore o disturbo c’è sempre un’emozione che si vuole liberare, appunto attraverso il corpo.

Ad esempio in questo periodo ho avuto quasi sempre male alla spalla destra.
Da quando ho firmato il preliminare per la vendita di una società che desideravo cedere da molto tempo, il male alla spalla si è attenuato fino a sparire.

Il dolore alla spalla destra è un peso che ci portiamo sul fronte del lavoro.
Per me quella società era un peso e un dovere e non più da molto tempo, un piacere.

Così come, grazie alla reclusione forzata in casa, sto imparando una nuova lingua straniera che amo molto, lo spagnolo, con l’aiuto della mia ospite colombiana, Edna.

L’aspetto più divertente è la cucina. Ogni giorno sollecitata da Edna, che non conosce la cucina italiana, sono stimolata a realizzare per lei una nuova ricetta.

Lei le fotografa tutte e poi le spedisce in Colombia ai genitori, nonni, zii, e fratelli. E’ un rito che si ripete ogni giorno con mia grande soddisfazione.

Quindi non posso che ringraziare questo periodo che mi ha permesso di aprirmi al mondo delle infinite possibilità.

Certo, mi manca molto il mio gruppo di allievi del Corso di Formazione in Costellazioni Familiari e Sistemiche, mi mancano i miei clienti, mi manca molto il mio nipotino Lucio di soli tre mesi che vive a Londra.

Mi manca la possibilità di abbracciare e baciare la mia famiglia, parte in Italia e parte a Londra.

E so che non potrei vivere bene in futuro se questa modalità dovesse continuare ancora a lungo.
Sento fortemente il bisogno del contatto fisico con altre persone.

Intanto mi rallegro cucinando.

Oggi ad esempio “Passatelli alla romagnola con brodo di faraona ruspante”.

Se vi è venuta voglia di farli domenica, ecco la ricetta:

Uova (3 circa) 170 g
Pangrattato 120 g
Parmigiano Reggiano DOP da grattugiare 120 g
Scorza di limone ½
Noce moscata q.b.
Sale fino q.b.
Brodo di carne 1 l

Cominciate mettendo sul fuoco un buon brodo di carne.
Mentre cuoce dedicatevi all’impasto, quindi grattugiate la scorza di limone, facendo attenzione a non prelevare anche la parte bianca che è amara, e tenetela da parte.
Fate lo stesso con le uova che avrete rotto e battuto per pochi istanti in un recipiente insieme a un pizzico di sale. In una ciotola più grande versate il pangrattato e il Parmigiano grattugiato. Fate attenzione non usate pane secco integrale, ma solo pane bianco: il pane integrale non lega.

Unite anche la scorza di limone, aromatizzate con la noce moscata grattugiata e infine versate le uova.
Amalgamate gli ingredienti aiutandovi con una spatola, o ancora meglio a  mano  e lavorate fino ad ottenere un panetto elastico e compatto. Se dovesse risultare troppo asciutto aggiungete pochissimo brodo, altrimenti se fosse troppo morbido ancora un po’ di pangrattato. Avvolgete il panetto nella pellicola lasciandolo riposare almeno 2 ore a temperatura ambiente.
Questo servirà a rendere il composto più compatto e a evitare che i passatelli si sfaldino in cottura.

Trascorso il tempo di riposo, inserite l’impasto in uno schiacciapatate a fori larghi e schiacciatelo direttamente nel brodo a bollore.
Utilizzate la lama di un coltello per tagliare i passatelli a una lunghezza di circa 4 cm.
L’ideale sarebbe un attrezzo apposito con due manici, che si usa ancora in Romagna, ma che è quasi impossibile da trovare. 

Cuocete i passatelli e, non appena verranno a galla, trasferiteli in un una zuppiera.

Servite i passatelli in brodo ben caldi, se preferite guarnendo con un po’ di Parmigiano grattugiato e del pepe nero macinato al momento!

Buon appetito a tutti voi e buon 1° Maggio.

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