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A PIEDI IN SILENZIO NEL DESERTO COMPIE DIECI ANNI

Si è appena concluso l’annuale appuntamento a piedi a Capodanno nel deserto marocchino.
Un’idea venuta dopo una mia prima esperienza 15 anni fa con un’associazione che faceva trekking.
Non so come sono sopravvissuta a quella esperienza.

La mia valigia non è mai arrivata all’aeroporto di Ouarzazate ed io, contro il parere di tutti, intrapresi questa avventura con le poche cose che avevo addosso dall’Italia e a alcune cose essenziali trovate nei bazar di Zagora.

Ma le cose più importanti non le avevo.
Il sacco a pelo e le scarpe da trekking che erano rimaste in valigia, ancora oggi non si sono mai ritrovate.

Come per miracolo, il primo giorno di trekking, mentre attraversavo una piccola catena montuosa con le mie scarpette Geox, assolutamente inadatte per quel percorso, la nostra accompagnatrice Anna di Reggio Emilia, mi porse le sue Clark n. 39.
Perfette! In quel percorso fui l’unica a non soffrire di male ai piedi.

La prima sera nel deserto, faceva molto freddo, la temperatura di notte scendeva sotto lo zero ed era impensabile dormire sotto la tenda solo con le coperte che mi venivano date dall’organizzazione.

Anche in questo caso accadde il miracolo: comparve un vecchio sacco a pelo militare, della seconda guerra, tutto sporco, ma utile per non morire di freddo. D’altra parte si andava a dormire ben vestiti con tute di pile, berretto, sciarpa, guanti, quindi non mi disturbava lo sporco del sacco a pelo.

Così ho capito: quando stai facendo la cosa giusta tutto l’Universo si organizza per aiutarti.
Basta avere fiducia.
E’ stata una delle esperienze più forti e straordinarie della mia vita.
Tutto ciò di cui avevo bisogno arrivò da solo.
Alla fine, di tutte le cose che avevo perso insieme alla valigia non mi mancò nulla.

Lì ho imparato a conoscere anche la cultura dei nostri accompagnatori berberi, uomini del deserto e nomadi e mi si aprì un mondo.
Tutti i pregiudizi sul popolo marocchino svanirono nel nulla.
Gente seria, riservata, attenta alle mie esigenze.

Per niente invadente, anzi molto accogliente.

Il cibo fornito dal cuoco ufficiale Habib Balatif, veramente ottimo.
Tutti alimenti freschi, fantastiche zuppe, buonissimi tajine, ogni sera diversi.
Frutta fresca e secca a disposizione durante la giornata.

Un’esperienza che ha lasciato il segno dentro di me e anche in tutti i partecipanti.
Fu così che alcuni anni dopo decisi di fondare l’associazione Un passo dopo l’altro per portare piccoli gruppi di persone a camminare in modo consapevole e in silenzio in quel luogo.
Non più trekking, ma camminata per ritrovare se stessi, il contatto con la natura e con il gruppo.

L’esperienza ha avuto talmente successo che da dieci anni ogni anno si ripete puntualmente a Capodanno.

Camminare Deserto Donne Insieme Viaggi Capodanno 2020

Le splendide donne del Capodanno 2020 a piedi in silenzio nel deserto marocchino, CLICCA SULLA FOTO per l’album Facebook con le altre foto di Simona.

Quest’anno è stata una edizione speciale perché senza averlo deciso, si sono iscritte ben 10 donne più la mia collega Elisa ed io.
Quindi un gruppetto di 12 donne che hanno manifestato al meglio tutto il loro potenziale femminile e creativo.
E’ stata un’edizione molto divertente, molto varia, dove ognuna delle partecipanti ha potuto esprimere la propria personalità e i propri talenti.

In particolare vorrei ricordare le splendide foto di Simona (pubblicate sulla mia pagina Facebook, che ti invito a seguire CLICCANDO QUI), che con la sua arte ha reso ancora più magica questa esperienza.

Ringrazio Habib, mio fedele organizzatore e cuoco, Hamid per la sua gentilezza e sensibilità e tutti gli altri che ci hanno accompagnato in questi anni.

Auguro a tutti un felice anno, tanta serenità e pace nel cuore.

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